Regione Veneto

Risparmio energetico

Incentivi previsti dalla finanziaria 2007

-55% : Lo Stato ti fa un regalo

Il valore e l’urgenza di introdurre tecnologie del risparmio energetico negli edifici sono quest’anno così fortemente sostenuti e promossi dalle indicazioni della finanziaria 2007 (commi 344-349) da invitare tutti ad usufruirne subito.
Sono previste infatti detrazioni fiscali pari al 55% delle spese di recupero dell’efficienza energetica degli edifici sostenute entro l’anno e relative a:
  • interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti per un valore massimo della detrazio­ne di € 100.000;
  • interventi effettuati su edifici, parti di edifici o unità immobilia­ri esistenti, relativi a “strutture opache orizzontali” (coperture e pavimenti), a “strutture opache verticali”, finestre comprensive di infissi, per un valore massimo della detrazione di € 60.000;
  • installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici, industriali, nonché per coprire il fabbisogno di piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, scuole per un valore massi­mo della detrazione di € 60.000;
  • interventi di sostituzione di im­pianti di climatizzazione inver­nale con caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione/regolazione per un valore massimo della detrazione di € 30.000.
Le detrazioni vanno ripartite in 3 rate annuali di pari importo. 
Questa opportunità, economicamen­te così importante – 55% in 3 anni - è inoltre collegata al decreto legislati­vo 192 del 2005 sulla certificazione energetica degli edifici (e D.Lgs. 311 del 2007): chi paga oggi un interven­to di riqualificazione, dalla semplice sostituzione della caldaia alla radi­cale trasformazione del sistema di riscaldamento e condizionamento – sa che la sua proprietà immobiliare avrà valore e sarà vendibile nella misura in cui risponderà alle nuove regole.

Quali sono i documenti richiesti per la detrazione? 
I seguenti documenti devono essere conservati ed esibiti in caso di controllo degli uffici finanziari:
  • ASSEVERAZIONE rilasciata da un tecnico abilitato. In caso di sostituzione di finestre o di caldaie a condensazione con potenza inferiore a 100kW l’asseverazione può essere sostituita con la certificazione dei produttori che attesti il rispetto della normativa europea.
  • FATTURE E RICEVUTE nonché bonifici bancari o postali che riportino la causale di versamento e i dati del beneficiario.
  • RICEVUTA POSTALE dell'avvenuta spedizione della documentazione all'ENEA

Documenti che devono essere inviati all’ENEA:
  • “Scheda informativa degli interventi” (ALLEGATO E della Legge Finanziaria) prodotta da un tecnico abilitato.
  • Per interventi sulle pareti esterne, installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione e interventi di sostituzione di finestre comprensive di infissi (casi B, C, D, E) è sufficiente un ”Attestato di qualificazione energetica” (ALLEGATO A della Legge Finanziaria) rilasciato da un tecnico abilitato. In alternativa può essere presentata la “Certificazione energetica” prodotta dall’Ufficio Aria e Rumore in collaborazione con l’Agenzia CasaClima.

La certificazione energetica degli edifici
Il decreto legislativo 192, pubblicato nell’agosto 2005, ha introdotto in Italia alcune straordinarie novità rispetto alla Legge 10 del 1991 sull’isolamento degli edifici e la sua progressiva applicazione interessa tutti, privati, imprese, enti pubblici. 
I parametri di consumo energetico massimo a metro quadro per edificio sono infatti molto più restrittivi della legge 10, e impongono per le nuove costruzioni, le ristrutturazioni e via via tutti gli edifici, dei cambiamenti radicali che riguardano due aree da considerare insieme: isolamento termico strutturale e “sistema impianto” per la climatizzazione e l’acqua calda sanitaria. 
Ecco qualche esempio di questo diverso approccio alle costruzioni, già adottato da molti regolamenti comunali: 
  • per i condomini, significherà la fine della caldaia autonoma – che alcuni definiscono un vero e proprio “suicidio energetico collettivo” - sono necessarie centrali termiche comuni, con moderni generatori a condensazione ed una sola canna fumaria, e la contestuale regolazione e contabilizzazione del calore per ogni appartamento;
  • i pannelli solari dovranno coprire almeno il 50% del fabbisogno dell’acqua calda sanitaria; 
  • pareti ed infissi dovranno assicurare case molto più coibentate e “sigillate” di oggi, garantendo così tutti i vantaggi della climatizzazione radiante a bassa temperatura. 
Per ogni immobile è prevista una “certificazione energetica” redatta da un tecnico abilitato, senza la quale non è possibile l’abitabilità e la compravendita.

Una grandissima parte degli impianti termici dei condomini italiani sono obsoleti, spesso sovradimensionati, persino fuori norma e soprattutto sprecano moltissima energia: le percentuali di dispersione termica registrate sono così alte che gli interventi di riqualificazione hanno evidenziato risparmi superiori al 40 per cento, in particolare quando si cambia combustibile. Grazie all’opportunità normativa del SERVIZIO ENERGIA, è possibile sfruttare questo risparmio per consentire ai proprietari l’investimento con IVA ridotta e senza gravare sul bilancio.
Leggendo le tabelle dei due esempi illustrati si evidenziano risparmi annuali di circa 9.000 euro che consentono un rapido ammortamento dell’impianto, oppure coprono i costi di finanziamento.



 

AppartamentoCome intervenire negli edifici già costruiti per ottimizzare i consumi di energia? Le risposte sono molte e dipendono, oltre che dai costi sostenibili e dalle nuove indicazioni normative, dalle diverse esigenze d’uso, dagli impianti già esistenti e dall’isolamento dell’edificio. 

Appartamento: Se ci troviamo in un appartamento con il tradizionale impianto a radiatori, per assicurare il migliore rendimento medio stagionale ed un risparmio energetico molto interessante, anche fino al 20%, la caldaia a gas deve essere a condensazione. Un intervento conservativo, ma obbligatorio per legge e sicuramente utile dal punto di vista dei consumi e del benessere, prevede valvole termostatiche sui radiatori di ogni stanza. Il condizionatore con pompa di calore ad inverter in classe A può servire sia per l’estate, che per integrare o persino sostituire il riscaldamento, ma se l’abitazione è medio-grande è consigliabile prevedere più di una unità interna per assicurare il comfort.

Mansarda abitabile: Almeno il 50% del fabbisogno di acqua calda sanitaria va coperto con pannelli solari “termici”, di tipo piano o sottovuoto, che possono anche integrare il riscaldamento. I pannelli fotovoltaici – con la formula di“restituzione in rete” in conto energia - possono eventualmente coprire le esigenze di consumo elettrico dell’edificio e sono particolarmente indicati per far fronte agli Ufficioassorbimenti elettrici di impianti a “pompa di calore”. Le ristrutturazioni più prestigiose privilegiano impianti radianti combinati per il migliore comfort ambientale: a pavimento, soffitto, parete; sia per il riscaldamento che per il raffrescamento. Da prevedere anche un impianto di trattamento e ricambio dell’aria.

Ufficio: Per locali con destinazione ufficio, il raffrescamento estivo è molto importante: la soluzione di una “caldaia del freddo” interna evita problemi estetici, vincoli architettonici e di posizionamento dell’unità esterna ed è abbinabile a colonna con una caldaia a condensazione se non c’è impianto centralizzato. Sono possibili anche interventi con tecnologia elettrica: un sistema multiterminale a volume variabile con unità esterne; oppure un sistema idronico a pompa di calore con possibilità di gestione ricambio aria controllato. La scelta dipenderà dall’impianto esistente , dalle esigenze d’uso e dalla disponibilità d’investimento. Questi sistemi hanno il vantaggio di una rapida messa a regime.

Locale pubblicoLocali pubblici: Nei locali privati e pubblici destinati a comunità, locali per anziani, disabili, asili per bambini e scuole, l’esigenza è sia di risparmio sui consumi che di rispetto delle normative antinfortunistica. Particolarmente adatta nel caso di ristrutturazione, la sostituzione dei radiatori ad alta temperatura con piastra radiante di larga superficie e bassa temperatura ha anche vantaggi estetici: le piastre possono essere colorate e decorate. Il condizionamento con multiterminali inverter in classe A può anche sostituire il sistema di riscaldamento, ma con maggiore assorbimento elettrico, eventualmente coperto da pannelli fotovoltaici.

Il risparmio energetico in una casa storica
“Sono proprietario di una casa singola, un po’ vecchiotta, soprattutto per quanto riguarda l’impianto di riscaldamento che devo cambiare: la caldaia ha sempre qualche guaio e non è il primo inverno che mi lascia a piedi. Oggi si parla tanto di risparmio energetico e tutela dell’ambiente e ho persino paura che un giorno non ci sia più gas, perciò ho pensato che mi piacerebbe scaldarmi con la legna o forse anche con i pannelli solari, ma non so da che parte cominciare e quanto mi costa…”. 

Questa è spesso la situazione di chi vive in una villetta o in una casa di periferia e la prima risposta è proprio di valutare l’abbinamento di più combustibili con un sistema integrato, per esempio gas+legna/ pellet+pannelli solari per l’acqua calda sanitaria e l’eventuale integrazione al riscaldamento. A seconda dei consumi e dell’impianto preesistente, il risparmio di gestione può arrivare anche al 60% e il costo dell’impianto si ammortizza in pochi anni con il risparmio energetico. Un altro intervento, veloce ed interessante per il benessere ed un risparmio che arriva anche al 10% dei consumi, è l’ottimizzazione della regolazione climatica con la sonda esterna e le valvole termostatiche in ogni ambiente. 

Per sostituire il generatore a metano o gasolio, la scelta migliore è sempre una caldaia a condensazione, tecnologia che recupera il calore di solito disperso dai fumi del camino ed assicura un ottimo “rendimento medio stagionale”: Ai sensi delle nuove indicazioni normative (D.L. 92) è infatti necessario che il generatore assicuri una resa ottimale soprattutto al 30 % della potenza, quando l’impianto è già in regime, e la condensazione dà proprio questo risultato. La tabella energetica di chi a fatto questa sostituzione è scesa anche del 20-25%.


 
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