Regione Veneto

Il "castrum euppedanum"

Dopo la rotta della Cucca ( 589 d.C. ) e la deviazione del corso del fiume Adige, gli abitanti si trasferirono sulla fascia di terra prosciugata, e così nell’alto medioevo nasce il Castrum Euppedanum, un campo trincerato che in età feudale e comunale verrà rinforzato e completato con un modesto castello. Di questo rimane ad ovest della piazza odierna la torre mutilata e quasi irriconoscibile.

Dopo aver vinto il Barbarossa, Verona diventa libero comune e include nel proprio distretto Oppeano e Mazzantica e nel 1100 decide di bonificare la palude che da Vallese, lungo il Bussè, giungeva fino a Ronco.

Nel 1230 Ezzelino da Romano, condottiero di Federico II°, occupò Verona e tre anni dopo vinse ad Oppeano i mantovani. Nel maggio del ’34 i mantovani diedero però alle fiamme il paese, assieme a molti altri del circondario.
Scomparso poi Ezzelino da Romano, Verona passò sotto gli Scaligeri. Il distretto Veronese era suddiviso in comuni rurali, amministrati da un massaro e gli abitanti erano considerati non cittadini ma rustici.

Resti della torre di Ezzelino, in via RomaNel 1384 Oppeano con le sue frazioni Cadeglioppi, Mazzantica, Vallese fu incluso nel capitanato di Zevio.
La signoria Scaligera quando aveva bisogno di prestiti si rivolgeva ai cittadini più ricchi e, non potendo poi ripagarli, concedeva ad essi parte dei propri territori. E così avvenne per Mazzantica, Cadeglioppi e Vallese, dove le famiglie Maffei, Pompei, Fracastorio, Bongiovanni e Mocenigo divennero di buona parte del territorio.

Dal 1405 al 1796 il territorio fu dominato dalla Repubblica Veneziana e uno dei principali aspetti di questa epoca fa bonifica dei terreni ancora incolti, paludosi o boscosi, da destinare alla coltivazione.
Dopo la bonifica, ultimata nel ‘600, si sviluppò un organizzazione agraria legata alle grandi corti rurali, che dal ‘500 fino ai giorni nostri assunsero un’importanza fondamentale per l’economia locale.
Furono incrementate la coltura del riso e l’allevamento del baco da seta.

Nel 1628 il Comune di Oppeano rivolge una petizione al Doge, in cui viene chiesto che parte dei terreni ridotti a pascolo possano essere destinati alla semina della segnale per permettere di sfamare i propri cittadini.
Nel 1630 la peste colpì duramente Verona e il suo territorio, e fece ad Oppeano 741 vittime su 1863 abitanti.

Oltre che le proprietà terriere, venivano date ai privati che facevano cospicue offerte, i titoli nobiliari. 
E con i nuovi nobili sorsero in tutto il Veneto sfarzose dimore, tuttora visibili anche ad Oppeano.

Dopo la caduta della Serenissima, le truppe di Napoleone Bonaparte si accamparono a Vallese, Cadeglioppi e Feniletto. Nel 1809 Oppeano partecipò all’insurrezione del Veneto.
Dopo il congresso di Vienna, passato sotto il regno Austriaco, il Basso Veronese subì gravi sacrifici e molti danni. Ancora una volta ad Oppeano prese vita una ribellione, per quale furono fucilati alcuni uomini.
Terminato il dominio absburgico e dopo l’unificazione del Veneto al Regno d’Italia, si verificarono grossi problemi politici, sociali ed economici: il colera, la depressione economica, la disoccupazione spinsero la popolazione ad emigrare.

Fu modificato il tipo di coltivazione: al posto del gelso e della vite presero piede il riso e i cereali.
Gli abitanti in quell’anno erano 2871. Si moriva di malattie come la malaria e la pellagra, e la mortalità infantile era ancora molto alta. 
Durante il fascismo fu continuata la bonifica della zona valliva e nacquero cinque aziende di tabacco. Bisogna però arrivare all’ultimo dopoguerra per vedere la nascita di alcune fabbriche artigianali di lavorazione del legno, di confezioni, di laterizi e calzifici.
torna all'inizio del contenuto